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    Settembre 2010
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Il Guerriero della Luce
Ormai sono quasi 5 giorni che sono costretta a casa con l’influenza… ma c’era da aspettarselo non potevo sfuggire quest’anno. Così ho avuto la possibilità di fare un pò di spazio in casa e mi sono ripromessa di vendere tutti i libri che non mi piacessero… iniziai dalla super-collezione di Paulo Coelho -ne ho troppi e non tutti ricordo mi piacessero- pensai…. ma… già ne ho letti 4 e nessuno dei quattro, per svariati motivi, voglio togliere dalla mia libreria. Questa lettura, tra l’altro, ha fatto riaccendere in me l’interesse per questo "magico" scrittore così che sono approdata al suo Blog ed ai suoi scritti online nella sottosezione Guerriero della Luce da cui traggo

Edizione nº 189 - Inventario della normalità

Ho deciso di fare una ricerca con i miei amici su quello che la società considera un comportamento normale. Di seguito, elenco alcune di queste assurdità con cui conviviamo quotidianamente, perché la società le considera normali:

1] Qualsiasi cosa che ci faccia dimenticare la nostra vera identità e i nostri sogni, e ci faccia solo lavorare per produrre e riprodurre.

2] Che ci siano regole per una guerra (Convenzione di Ginevra).

3] Sprecare anni a fare l’università, per poi non trovare lavoro.

4] Lavorare dalle nove del mattino alle cinque del pomeriggio in qualcosa che non dà il minimo piacere, purchè nel giro di 30 anni si riesca ad andare in pensione.

5] Andare in pensione, scoprire di non avere più l’energia per godersi la vita e morire dopo pochi anni, di tedio.

6] L’uso del botulino.

7] Cercare di avere successo finanziariamente, invece di perseguire la felicità.

8] Mettere in ridicolo chi cerca la felicità invece del denaro, definendolo “persona senza ambizione”.

9] Paragonare oggetti come automobili, case, vestiti e definire la vita in funzione di questi paragoni, invece di tentare di conoscere la vera ragione per cui si è vivi.

10] Non dialogare con gli estranei. Parlare male del vicino.

11] Pensare che i genitori abbiano sempre ragione.

12] Sposarsi, avere figli, rimanere insieme anche quando l’amore sia finito, adducendo che è per il bene del bambino (che sembra non stia assistendo alle continue liti).

12] Criticare chiunque tenti di essere diverso.

14] Svegliarsi con una sveglia isterica accanto al letto.

15] Credere assolutamente in tutto quello che viene stampato.

16] Usare un pezzo di stoffa colorata legato al collo, senza alcuna funzione apparente, ma che risponde al pomposo nome di “cravatta”.

17] Non essere mai diretto nelle domande, anche se l’altra persona capisce che cosa si vuole sapere.

18] Avere un sorriso sulle labbra quando si sta morendo dalla voglia di piangere. E avere pietà di tutti coloro che dimostrano i propri sentimenti.

19] Pensare che l’arte valga una fortuna, o che non valga assolutamente nulla.

20] Disprezzare sempre quello che si è ottenuto con facilità, perchè non c’è stato il “sacrificio necessario” e, dunque, non deve avere le qualità richieste.

21] Seguire la moda, anche se tutto sembra ridicolo e scomodo.

22] Essere convinto che tutte le persone famose abbiano accumulato tonnellate di denaro.

23] Investire molto nella belleza esteriore e preoccuparsi poco della bellezza interiore.

24] Usare tutti i mezzi possibili per dimostrare di essere una persona infinitamente al di sopra degli altri esseri umani, anche se si è una persona normale.

25] Su un mezzo di trasporto pubblico, non guardare mai direttamente negli occhi una persona, perchè altrimenti questo potrebbe essere interpretato come un segnale di seduzione.

26] Quando si entra in ascensore, mantenersi con il corpo rivolto verso la porta d’uscita, fingendo di essere l’unica persona là dentro, per quanto affollato sia.

27] Non ridere mai forte in un ristorante, per quanto divertente sia la storia.

28] Nell’emisfero nord, usare sempre un abbigliamento che combina con la stagione dell’anno: braccia nude in primavera (per quanto possa essere freddo) e giacca di lana in autunno (per quanto possa essere caldo).

29] Nell’emisfero sud, ricoprire l’albero di natale di batuffoli di cotone, anche se l’inverno non ha niente a che vedere con la nascita di Cristo.

30] A mano a mano che s’invecchia, ritenersi depositario di tutta la saggezza del mondo, anche se non sempre si è vissuto abbastanza per sapere cosa è sbagliato.

31] Partecipare a un tè di beneficienza e pensare con ciò di aver contribuito a sufficienza per eliminare le disuguaglianze sociali del mondo.

32] Mangiare tre volte al giorno, anche senza fame.

33] Credere che gli altri siano sempre migliori in tutto: che siano più belli, più capaci, più ricchi, più intelligenti. E’ molto rischioso avventurarsi al di là dei propri limiti, meglio non fare niente.

34] Usare l’auto come un modo per sentirsi potente e dominare il mondo.

35] Dire parolacce nel traffico.

36] Pensare che tutto quello che il proprio figlio fa di sbagliato sia colpa delle compagnie che ha scelto.

37] Sposarsi con la prima persona che offre una posizione sociale. L’amore può aspettare.

38] Dire sempre “io ho tentato”, anche se non si è tentato assolutamente nulla.

39] Lasciare le cose più interessanti della vita da vivere quando ormai non si hanno più le forze per farlo.

40] Evitare la depressione con dosi quotidiane e massicce di programmi televisivi.

41] Credere che sia possibile essere sicuri di tutto ciò che si è conquistato.

42] Pensare che alle donne non piaccia il calcio e che agli uomini non piaccia l’arredamento.

43] Incolpare il governo per tutto ciò che di negativo accade.

44] Avere la convinzione che essere una persona buona, decente e rispettosa significhi che gli altri penseranno che si è deboli, vulnerabili e facilmente manipolabili.

45] Essere anche convinti che l’aggressività e la scortesia nel rapporto con gli altri siano sinonimi di una personalità potente.

46] Avere paura della fibroscopia (uomini) e del parto (donne).

47] Infine: ritenere che la propria religione sia l’unica depositaria della verità assoluta, la più importante, la migliore, e che tutti gli altri esseri umani su questo pianeta immenso che credono in qualche altra manifestazione di Dio siano condannati al fuoco dell’inferno.

Quaaaaaantaaa amarezza…. quaaaaantaaa verità…




°AtTeSa & SpErAnZa°
Nell’attesa infatti c’è una vertiginosa accelerazione e un’enigmatica anticipazione del futuro che brucia il presente e rende insignificanti i suoi momenti, perché tutta l’attenzione e la tensione è spostata in avanti, spasmodicamente concentrata sull’evento che si attende, come evento di felicità che può andare delusa o come evento infausto che non si sa come evitare. Nell’attesa non c’è durata, non c’è organizzazione del tempo, perché il tempo è divorato dal futuro che risucchia il presente a cui toglie ogni significato, perché tutto ciò che succede è deviato dall’attesa [...] Speranza, infatti, è l’apertura del possibile, essa fa riferimenti a quei nuovi cieli e a quelle nuove terre che sono promessi dalla religione, dall’utopia, dalla rivoluzione, dalla trasformazione personale che siamo soliti temere, perché arroccati alla nostra identità, assunta come un “fatto” e non come una interminabile e mai conclusa “costruzione”. Noi siamo una costruzione. E se l’attesa è l’ansia che quella costruzione che noi siamo abbia buon fine, la speranza attiva il nostro comportamento affinché sia nelle nostre mani l’accadere del buon fine.

L’attesa si connota come desiderio di qualcosa che deve accadere. Ciò che deve succedere è futuro, non è ancora ma dovrà essere. Nell’attesa, per così dire non si riesce ad avere un’idea chiara, nitida di ciò che sarà. Ci si crea un’immagine sfuocata dai contorni non ben delineati e si può solo supporre quello che ci aspetta. Si possono avere alcuni elementi di conoscenza certi rispetto a ciò a cui si va incontro, ma nel contempo, ci sono molte altre componenti rispetto alle quali non possiamo dire alcunché. Nell’attesa, manca, per così dire rispetto ad un evento, ad un incontro futuri, una visione dettagliata, analitica e quindi matematica, relativamente a ciò che mi accadrà. Tuttavia come è stato detto precedentemente, l’osservare, il considerare gli enti separatamente gli uni dagli altri, è un procedimento che altera il rapporto che ogni cosa ha con le altre.




…Amor che non si dona…
…Amor che non si dona
a morte sua ello tende
se ancor desio s’intona
di nulla amor si pente…
Queste bellissime parole sembrano estratte dalla Divina Commedia di Dante oppure da qualche scritto di Shakespeare… io le ho trovate annotate in un quaderno di alcuni anni addietro e non ricordo chi le ha scritte. Facendo una rapida ricerca su internet non ho trovato nulla in merito quindi… sarei felicissima se qualcuno mi volesse dare qualche indizio :)
Scrivetemi!!!



Paolo e Francesca nella Divina Commedia

… Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

  Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona

…Amor, ch’al cor gentile ratto s’apprende…
i
nizia così il dramma: l’amore, inizialmente  innocente, sgorgò rapidamente fra loro.

...Prese costui della bella persona
amore della mia bella persona prese costui, perché è l’amore che prende in quanto l’atto non dipende, nel suo primo destarsi, dalla volontà dell’uomo, ma scaturisce da una legge naturale.

…Che mi fu tolta;e il modo ancor m’offende
che fu violentemente separata dallo spirito e il modo in cui ciò avvenne ancora mi danneggia, perché sono stata uccisa nella colpa, impedita a pentirmene.

…Amor, che a nullo amato amar perdona
Amore non perdona, non esonera alcuno che sia amato dal riamare, chi è amato deve riamare; sentenza universale in cui l’amore si afferma  come fatale, all’amore si deve rispondere con l’amore.

Mi prese di costui piacer sì forte, che come vedi ancor non m’abbandona
mi prese così fortemente dell’amabilità di costui che, come vedi, ancora gli sono unita, e in me non è venuto meno l’amore per lui.




Francesco Alberoni: INNAMORAMENTO


Alberoni critica il concetto di innamoramento di Jean Paul Sartre:

Eh no! No, nel modo più assoluto! Non è questo il processo di innamoramento. Certo, Sartre ha ragione nel dire che “amare è voler essere amato”, ma questo voler essere amato non è il desiderio, o la pregustazione, o la fantasia che l’altro veda me alto, eccelso, meraviglioso come io vedo lui. Siamo ancora diseguali, io nulla e lui tutto. Quando sono innamorato e non sono ancora sicuro di venir riamato, non posso desiderare e nemmeno pensare di essere il padrone e il dio dell’amato. Cioè di “essere colui la cui funzione è di fare esistere gli alberi e l’acqua, le città e i campi e gli altri uomini per poi donarli all’altro”. No! No! Questo è un attribuito solo dell’amato, questo è un potere solo dell’amato, non dell’amante!

Allora doveva dire che l’innamorato non può pensare di sedurre l’amato provocando in lui la coscienza della sua nullità perché - e qui dobbiamo tornare con fermezza al dato empirico - perché l’innamorato si sente nulla e considera l’amato tutto. L’innamorato non può pensare di sedurre l’amato, ma solo di apparirgli in modo gradevole sapendo che non ha e non può avere nessun potere, per cui l’amore dell’altro sarà sempre e non potrà esser altro che dono libero, anzi casuale, grazia!

L’innamorato dice sempre e soltanto “Con la tua presenza il mondo fiorisce, perché tu fai germogliare la bellezza, tu rendi ogni cosa sacra, e io ti prego di guardarti con i miei stessi occhi. Cioè di vedere te stesso trasfigurato, non me. C’è una poesia napoletana nota in tutto il mondo, O sole mio (Il mio sole), in cui l’innamorato dice alla donna amata: non c’è niente di più bello di una giornata di sole quando l’aria si rasserena dopo la tempesta. Ma esiste un altro sole, più bello del primo, il mio sole, e questo sole sei tu!

Questo allora vuol dire che l’innamorato resta inerte, che non fa nulla per guadagnarsi l’amore dell’amato? No di certo. Egli cerca di presentare la parte migliore di sé. La donna si fa bella, mette i suoi vestiti più eleganti, cerca la pettinatura più attraente, studia un nuovo trucco, si consiglia con le amiche, cerca in ogni modo di piacere a chi ama. Ma ha il batticuore, perché considera il suo amato infinitamente superiore a sé, e si avvicina a lui con timore e speranza.

E tutto quanto si riferisce all’amato diventa sacro, anche la sua parola. L’amore mette sempre sulla bocca dell’innamorato, anche del più umile e del più incolto innamorato, le parole della poesia e del mito. Queste parole dicono la sua esperienza, il suo amore, cercano di far vedere all’altra persona il mondo come lui lo vede, come vede lei, di farle sentire ciò che prova per lei. Se l’amato non ascolta, non capisce, non le sente, l’amore non diventa reciproco. Ma se ascolta, se capisce, allora le parole risuonano nella sua mente e nel suo cuore, gli aprono la porta del mondo incantato, ed egli vi entra. È così che nasce la reciprocità. Se l’amato ascolta, se riesce ad ascoltare, finisce per partecipare a una esperienza diversa, dove tutto è più bello, intenso, trasfigurato, vibrante, dove lui stesso si vede diverso, si sente più vivo, più vero, più bello.
Il passaggio dalla unilateralità alla reciprocità è l’ingresso nel mondo sacro.

Entrare nel mondo sacro vuol dire entrare in Stato nascente. È questo il concetto che manca a Sartre. L’innamorato è nello stato nascente, la persona amata non ancora. Ma lo stato nascente ha la proprietà di comunicarsi. Chi vive nel sacro ha il misterioso potere di comunicare il sacro all’altro, di evocarla in lui e per lui. Nello stato nascente il riconoscimento non è riconoscimento della mia superiorità, ma accesso ad una modalità suiperiore di vedere e di sentire, cioè ad una rivelazione. Entrambi ci riconosciamo come partecipanti del nuovo mondo meraviglioso in cui tutto, e noi stessi, siamo trasfigurati.
Il passaggio dal mio innamoramento all’innamoramento bilaterale è un salto ontico. L’altro deve entrare anche lui in stato nascente e allora ecco che la mia parola diventa sacra anche per lui. Sacra, cioè divina, non magica, cioè stregonesca come vorrebbe Sartre. E anche lui - divinità fino ad allora immemore del suo essere - sente la voce degli dèi! In questo mondo incantato dove parlano gli dèi, tutto diventa possibile perché, se il mio amato è sacro, anch’io amante sono sacro, come il monte, l’albero, le pietre, il sasso, in quanto tutto è sacro. Perciò l’amore è solo un risveglio, un sentire ciò che già c’era ed io già sentivo. Il riconoscimento è quindi anche autocoscienza dell’amato, che accetta di vedere e di entrare nel mondo divino di cui il mio amore già parlava.

Alberoni critica il concetto di innamoramento "erotico" di George Bataille:

I limiti della teoria di Bataille si vedono solo esaminando i comportamenti concreti, e questo possiamo farlo distinguendo l’esperienza della infatuazione erotica da quella del vero innamoramento. La prima rappresenta il parossismo dell’erotico, ma non corrisponde affatto al grande amore. Incominciamo dall’infatuazione erotica. Due persone si piacciono, si piacciono moltissimo e si gettano l’uno nella braccia dell’altra e sono prese da una vera e propria follia erotica. Restano chiusi in una stanza d’albergo per giorni interi, facendo continuamente all’amore, penetrandosi in tutti i modi, con furia, accanimento, dolcezza, in cento modi, mescolando i loro corpi, i loro umori, la saliva, lo sperma. Poi mangiano, ricominciano, dormono sfiniti e, appena svegli, si riscoprono bramosi. Così fino allo sfinimento, all’esaurimento dell’energia, alla soddisfazione piena del desiderio. Non c’è assolutamente bisogno di un’orgia collettiva per scatenare l’eccesso dell’erotismo. Anzi, sono convinto che questo si ottiene piuttosto nell’orgia a due, nella commistione erotica parossistica di due soli corpi, che si riconoscono nella loro separatezza piuttosto che nella commistione caotica del collettivo.

Ebbene questa esperienza di erotizzazione totale, di sfrenatezza senza limiti, di rottura di ogni ordine quotidiano, di eccesso senza freni, l’hanno anche gli innamorati. La “frenesia erotica” è una componente essenziale dell’esperienza dello stato nascente dell’innamoramento. Ma attenzione, c’è ma non basta, c’è ma non è sola. Oltre a fondersi nella frenesia erotica, gli innamorati cercano di fondere anche le proprie anime. Perciò fra una vertigine erotica e un’altra, ci sono degli spazi di stupore, delle vibrazioni sacre, e il fluire delle parole della poesia d’amore che si mescola, in modo apparentemente impossibile, al linguaggio che Bataille chiama osceno. E in questa mescolanza ciò che nella infatuazione erotica è, e vuol essere, solo osceno, nell’innamoramento miracolosamente cambia natura: l’osceno diventa sublime.

Ma c’è un’altra differenza fondamentale. Nella infatuazione erotica l’orgia, la frenesia erotica dura qualche giorno, ma poi ha bisogno di interruzioni. I due partner, che hanno mescolato senza freni i loro corpi, i loro sessi, i loro umori, si separano, tornano alle loro case, alla loro attività quotidiana e non pensano, o pensano raramente, all’altro. Nessuno sente il bisogno di sapere che cosa sta facendo l’altro in quel momento, anzi se l’altro si facesse continuamente vivo ne sarebbe seccato. Il desiderio erotico, l’energia erotica si ricarica nella separatezza. Molti amanti hanno incontri frenetici ogni settimana o ogni mese, di solito tanto più intensi e sfrenati quanto più distanziati.
Nel vero innamoramento invece gli amanti, anche dopo la più frenetica orgia erotica, appena lasciati tornano immediatamente a pensare all’amato e desiderano nuovamente incontrarlo, vederlo, parlargli, baciarlo. Quando sono lontani vorrebbero sapere ogni istante che cosa fa. Il tempo dell’erotismo è discontinuo, granulare, intervallato. Il tempo dell’innamoramento, in vece è continuo, compatto. Vuol riempire tutti gli intervalli, aspira a diventare contemporaneità.


Se vuoi continuare a leggere sull’argomento
…clicca qui




Amor, ch’a nullo amato amar perdona…

Il prof. Mangione mi ha detto che ce l’ho proprio stampato in fronte "Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona…." e purtroppo (o per fortuna) è vero Certo ci sono varie interpretazioni per questi versi di Dante, ma per come lo interpreto io il concetto è che io Amo l’Amore (come mi dice spesso anche Pa) e tendo a sublimare tutto (come dice il proff) …insomma… sono rovinata!!! A parte gli scherzi prendiamo in considerazione un "sublimatore come me, Ed, il creatore di Coral Castle, l’uomo che per 20 lunghi anni ha lavorato alla costruzione di questo magnifico castello tutto solo per poter conquistare la sua amata. Lei non volle vedere il castello nemmeno dopo la morte di Ed (che avvenne poco prima del completamento del castello) e lui morì dopo aver impegnato "solo" gli ultimi 20 anni della sua vita al raggiungimento del suo sogno. Adesso, per alcuni è una storia patetica che sottolinea il fatto che "la sublimazione" non paga, ma per me… Per me è la prova meravigliosa di come un sentimento può andare oltre le leggi di chimica e fisica.

Discorso analogo, però chiaramente a lieto fine, è quello del favoloso film "the notebook - le pagine della nostra vita" dove il protagonista maschile, dopo essersi lasciato con il primo amore adolescenziale, impiega molti anni nella creazione della loro casa dei sogni perchè crede che questa riporterà Lei a Lui.

Nb-> la mia nuova grafica è dedicata a tutto questo "insano" discorso XD che ne pensate??? A me fa letteralmente impazzire Bouguereau, apparentemente perfetto, con semplici e ripetuti tocchi di pennello dipinge creature sublimi.



Le cose che ho imparato nella vita

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
che non importa quanto sia buona una persona,ogni tanto ti ferirà
e per questo, bisognerà che tu la perdoni.
Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e
solo pochi secondi per distruggerla.
Che non dobbiamo cambiare amici,
se comprendiamo che gli amici cambiano.
Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi,
ma noi siamo responsabili di noi stessi.
Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto
ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
Che la pazienza richiede molta pratica.
Che ci sono persone che ci amano,ma che semplicemente
non sanno come dimostrarlo.
Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà
il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle
poche che ti aiuteranno a rialzarti.
Che solo perchè qualcuno non ti ama come tu vorresti,
non significa che non ti ami con tutto se stesso.
Che non si deve mai dire ad un bambino che i sogni sono sciocchezze
sarebbe un tragedia se lo credesse.
Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno.
Nelle maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato;
il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
Forse Dio vuole che incontriamo un pò di gente sbagliata
prima di incontrare quella giusta,
così finalmente quando la incontriamo,
sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre,
ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa,
che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi
stare seduto in portico e camminarci insieme,
senza dire una parola, e quando vai via senti come se
fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo,
ma è anche vero che non sappiamo
ciò che ci è mancato prima che arrivi.
Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno,
un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo,
ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
Non cercare le apparenze, possono ingannare.
Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perchè ci vuole solo
un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca
così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi
sogni per abbracciarlo davvero!
Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere,
perchè hai solo una vita e una possibilità
di fare le cose che vuoi fare.
Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce,
difficoltà a sufficienza da renderti forte,
dolore abbastanza da renderti umano,
speranza sufficiente a renderti felice.
Mettiti sempre nei panni degli altri.
Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
Le più felici delle persone, non necessariamente hanno
il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da
ogni cosa che capita sul loro cammino.
La felicità è ingannevole per quelli che piangono,
quelli che fanno male, quelli che hanno provato,
solo così possono apprezzare l’importanza delle persone
che hanno toccato le loro vite.
L’amore comincia con un sorriso,
cresce con un bacio e finisce con un the.
Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato,
non puio andare bene nella vita prima di lasciare
i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai,
tu sia l’unico a sorridere e ognuno intorno a te a piangere.
Manda questo messaggio a coloro che significano qualcosa per te,
a quelli che hanno toccato la tua vita in un modo o nell’altro,
a quelli che ti fanno sorridere quando ne hai veramente bisogno,
a quelli che ti fanno vedere il lato bello delle cose quando
sei proprio giù, a quelli cui vuoi far sapere che apprezzi la loro amicizia.
Se non lo fai, non ti preoccupare, non ti accadrà niente di male,
perderai solo l’opportunità di rallegrare la giornata di qualcuno
con questo messaggio.

le vorrei imparare anche io  ^_^
L’immagine di sfondo si trova qui




Tratto da Bridget Jones’s Diary:

Evitare attrazione romantico-morbosa per nessuno dei seguenti soggetti: alcolizzati, maniaci del lavoro, fobici alle relazioni serie, gente fidanzata o sposata, misogini, megalomani, maschilisti, cialtroni sentimentali, scrocconi, guardoni e pervertiti. E sopratutto… non fantasticare su una particolare persona che incarna tutti questi aspetti.

(oo) What you want
(oo) Baby, I got
(oo) What you need
(oo) Do you know I got it?
(oo) All I’m askin’
(oo) Is for a little respect when you come home (just a little bit)
Hey baby (just a little bit) when you get home
(just a little bit) mister (just a little bit)




Omaggio alle donne visto che l’8 Marzo non ero qui :)

Gustav Klimt, le tre età della donna

"… tre damigelle sedute sul ciglio di un limpido ruscello. La più anziana aveva sul capo una ghirlanda d’oro e i suoi capelli erano bianche sotto la ghirlanda, poiché doveva aver visto sessanta inverni o anche più. La seconda aveva sulla testa un cerchietto d’oro e non doveva avere più di trenta primavere. La terza, infine, i cui boccoli erano adorni di fiori, doveva avere al suo attivo solo quindici estati."

By George Cox "Il tradimento di Morgan Le Fay"